Vino biologico: capiamo insieme cosa significa e le importanti novità che lo riguardano

Vino biologico: capiamo insieme cosa significa e le importanti novità che lo riguardano

Il Biologico continua a crescere. Nonostante il difficile momento economico che sta vivendo il nostro Paese, il biologico non è più una moda o una nicchia di mercato: è una realtà significativa dell’agroalimentare italiano.
Ricordiamo dunque cos’è l’Agricoltura Biologica, adottata dalla nostra azienda: un modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione delle risorse e sul rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore.

agricoltura biologicaIndica un metodo di coltivazione che ci porta a programmare la vinificazione fin dal vigneto, credendo nelle potenzialità di una vigna senza chimica e rispettosa della zona del vitigno, evitando forzature come concimazioni chimiche e antiparassitari sistemici che tendono a stimolare la produzione quantitativa della pianta a scapito di quella qualitativa e ad impoverire il prezioso rapporto Terreno/Pianta/Clima che costituisce l’equilibrio necessario per lo sviluppo di una vite forte, che produce uve sane, equilibrate, ricche e che rendono identificabili e unici i vini Le Carline.

Abbiamo deciso di porre alcune domande sull’argomento a Daniele Piccinin per comprendere meglio, e dalla voce di chi è in questo settore da anni, cosa significa “Vino biologico”.

Cabernet senza solfiti aggiuntiCosa si intende in sintesi con il termine vino biologico?

Il vino biologico è un prodotto che deriva da un metodo di coltivazione con regole ben precise, stabilite dal Reg. CE 834/07, che esclude l’uso di antiparassitari o concimi chimici di sintesi. Per la fertilizzazione dei terreni, ad esempio, vengono impiegati concimi organici e per la difesa delle coltivazioni da parassiti si agisce preventivamente rinforzando le piante (ad esempio con concimazioni equilibrate), in modo diretto con trattamenti antiparassitari di origine naturale (es. rame, zolfo, estratti di piante, ecc.) o impiegando la lotta biologica (uso di organismi viventi antagonisti dei parassiti).

Perché ha scelto di produrre biologico?

Nel 1988 era principalmente una scelta etica. Oggi, oltre a questo importante aspetto, è divenuta anche una scelta imprenditoriale, poiché, sempre di più in questi ultimi anni, il “vivere biologico” è divenuto una sorta di status-symbol, con la conseguente apertura del mercato a questo tipo di produzioni.
Cresce giorno per giorno la richiesta e il consumo di alimenti sani, “naturali”, cioè ottenuti senza impatto ambientale e, soprattutto senza l’utilizzo di prodotti chimici.

Per il consumatore finale, quali sono le differenze tra vino “tradizionale” e vino biologico?

La differenza sostanziale è che i vini biologici non contengono sostanze chimiche e rispetto ai vini convenzionali hanno un valore aggiunto: rispettano e salvaguardano l’ambiente ed il consumatore. Contengono inoltre più sostanze utili per l’organismo umano, elementi come ad esempio il resveratrolo che numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato essere un protettivo per il sistema cardiocircolatorio.

Perché dunque scegliere un vino prodotto con uve ottenute da Agricoltura Biologica?

Perché è sinonimo di qualità, genuinità e perché tutela la salute del consumatore e dell’agricoltore, rispettando e salvaguardando l’ambiente.

Finalmente approvato il regolamento sulla vinificazione BIO!
logo biologico UE

È dal 1991 che il settore dei viticoltori è in attesa del regolamento sulla vinificazione BIO e finalmente l’8 febbraio 2012, il Comitato per la regolamentazione sull’Agricoltura Biologica dell’Unione Europea (SCOF – Standing Committee on Organic Farming) ha votato la sua approvazione.

Fino ad oggi non esisteva una legislazione comunitaria europea specifica che normasse la trasformazione delle uve a vino biologico. Dal 1 agosto 2012 entra in vigore il nuovo Regolamento che, oltre a normare tutte le tecniche di vinificazione biologica, permetterà di confezionare i vini dichiarando in etichetta “vino biologico” e non più “vino da uve biologiche” e la possibilità di utilizzare il logo europeo che identifica il prodotto biologico in tutto il mondo.

Non possiamo dunque che essere felici che l’Europa abbia intrapreso un percorso che finalmente valorizzi il vino biologico del nostro Paese.

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